Il capo politico M5S a Circo Massimo, su Radio Capital, parla delle difficoltà del governo e degli oppositori nel Movimento. Sul salva-Stati dice: “Vediamo cosa cambia”. E su Bibbiano: “Le mie scuse? Non mi risulta che il processo sia finito”

“Noi siamo leali, ma non possiamo votare provvedimenti su cui non siamo d’accordo”. Ospite di Circo Massimo su Radio Capital, il capo politico M5S Luigi Di Maio parla delle difficoltà del governo. A partire dalle divisioni su salva-Stati e prescrizione. Ma anche delle divisioni nel Movimento. E del documento per sfiduciarlo.

“Su 320 parlamentari ce ne sono una decina spaventati quando alzo la voce”, dice. “E io non rinuncio alle nostre battaglie perché qualcuno è spaventato per il destino della legislatura. Vengano allo scoperto”. Difende Di Battista, da molti sospettato di tramare per favorire la caduta del governo, suo alleato in questa fase di crisi della leadership:  “È sacrosanto che nel movimento non tutti siano d’accordo con me, però trattare Alessandro come un corpo estraneo al movimento mi fa male, abbiamo costruito un pezzo di movimento insieme e se parla di togliere le concessioni a Benetton e dice che non possiamo firmare al buio un trattato internazionale come il Mes, io credo che vada sostenuto”.

APPROFONDIMENTO

“Basta complottismi, non vogliamo far cadere il governo”, assicura. E rilancia: “Quando si legge quello che dice Renzi, davvero si pensa che sia il Movimento a voler far cadere il governo? Non lo avremmo fatto partire”. Ma sui risultati raggiunti dal ministro dell’Economia Gualtieri a Bruxelles, con le modifiche al Mes, dice: “La mia firma? Vediamo cosa cambia”.  Non chiede scusa per Bibbiano: “Non mi risulta che il processo sia finito”.

Quanto alla prescrizione, insiste sull’entrata in vigore della riforma dal primo gennaio. “Noi sulla giustizia non possiamo arretrare, perché dobbiamo lottare contro la corruzione e per troppi anni i furbetti della prescrizione l’hanno fatta franca. Ora serve un’intesa sui tempi dei processi, ma dal primo gennaio deve entrare in vigore la riforma della prescrizione. Credo che si possa trovare un’intesa, ma se qualcuno vuole votare una legge con Salvini e Berlusconi…”. Poi apre: “Però, io nella mia percezione, nel lavoro che faccio ogni giorno, anche incontrando i capi delegazione del Pd, non percepisco che si voglia fare uno strappo.

Sulla manovra – mentre Italia Viva pretende la cancellazione totale di plastic tax, sugar tax e tasse sulle auto aziendali – dice: “Dobbiamo avere la costanza di finire la manovra, poi al suo interno è sacrosanto che ci siano plastic tax e sugar tax: dire che le aziende devono usare contenitori riciclabili, come dire che gli alimenti con troppo zucchero vanno limitati”.

Quanto a un’alleanza stabile con i dem, frena: “Sono dieci anni che il Pd prova a dire dobbiamo fare un’alleanza, io penso che abbiamo costruito il governo per tagliare i parlamentari, evitare l’aumento dell’Iva, abbiamo un programma da costruire insieme, ma restiamo forze politiche di poli diversi”. È la linea imposta per le alleanze alle regionali. Con quali risultati, si capirà dopo il 26 gennaio, giorno del voto in Emilia-Romagna e Calabria.