Vincenzo Pompeo Bava

ARTE CINEMA E MOLTO ALTRO NEWS ROMA

Pagina 2 di 7

Morto Kobe Bryant, leggenda della Nba. Incidente in elicottero

Aveva 41 anni. Il suo mezzo privato, dove si trovava con altre tre persone più il pilota, è precipitato nella contea di Los Angeles. Tra le vittime, scrive Tmz, ci sarebbe anche la figlia tredicenne Gianna Maria

WASHINGTON – La star della Nba Kobe Bryant è morto a 41 anni in un incidente di elicottero in California, nella località di Calabasas. nella contea di Los Angeles. Bryant era a bordo del suo elicottero privato con almeno altre tre persone, oltre al pilota. Tutti i passeggeri sono morti. Il velivolo ha preso fuoco una volta precipitato e inutili sono stati i soccorsi. La moglie Vanessa non sarebbe tra le vittime, mentre secondo Tmz anche Gianna Maria, la figlia 13enne sarebbe tra le vittime. Bryant aveva altre tre figlie: Natalia, Bianca e la piccola Capri, nata a giugno.

Kobe Bryant, uno dei più grandi di sempre

Kobe Bryant è sempre stato famoso per i suoi spostamenti in elicottero e quando giocava per i Lakers usava il suo Sikorsky S-76 per trasferirsi dalla sua villa di Newport Beach fino allo Staples Center di Los Angeles. Dopo il suo ritiro, i Lakers avevano ritirato entrambe le maglie usate da Kobe Bryant, la 8 e ala 24, un onore mai riservato ad altri giocatori della franchigia californiana.

Poche ore prima della tragedia, Bryant si era congratulato con LeBron James che a Philadelphia lo aveva superato nella classifica dei migliori realizzatori di tutti i tempi della storia issandosi al terzo posto assoluto della Nba. “Grande rispetto per mio fratello King James”, aveva twittato Kobe.

QUEL GIORNO INSIEME A TOTTI

La carriera

Kobe Bryant è considerato uno dei più grandi giocatori NBA di tutti i tempi. Ha partecipato a 18 All-Star Game, durante i suoi 20 anni di carriera con i Lakers. E’ stata la 18esima scelta del primo turno nel Draft del 1996. Ha vinto 5 campionati NBA, 2 MVP finali NBA ed è stato l’MVP della Regular Season del 2008. E’ stato incluso in 15 All-Star Team, in 12 squadre All-Defensive Team e ha guidato il campionato NBA per numero di punti segnati, per due stagioni. E’ il quarto marcatore di sempre nella storia NBA.

Figlio d’arte, Kobe, prima di impressionare tutto il mondo, era cresciuto cestisticamente in Italia. Dai 6 ai 13 anni, seguendo il padre, Joe Bryant, nei suoi trasferimenti e impara subito la nostra lingua. Tra il 1984 e il 1991, gli appassionati della palla a spicchi di Rieti e Reggio Calabria, ma anche di Pistoia e Reggio Emilia hanno avuto modo di vedere seduto sulle tribune il piccolo Kobe. Ha stoffa da vendere. E lo si capisce ben presto: al rientro negli Usa, frequenta la high school e conquista il titolo statale con la Lower Merion High School, vicino a Philadelfia, la sua città natale. Da giovanissimo, ancora, neanche 18enne, muove i primi passi in Nba. La scelta è degli Charlotte Hornets col numero 13 assoluto, ma Bryant viene girato ai Los Angeles Lakers. Una franchigia che non lascerà mai, dopo vent’anni di carriera, tra il 1996 e il 2016. Nella sua carriera anche la vittoria di una statuetta agli Oscar per ‘Dear Basketball’, miglior cortometraggio d’animazione, due anni fa, sulla sua lettera strappalacrime con cui aveva annunciato il ritiro al basket.

LASCIATE IL VOSTRO RICORDO

Cina, virus misterioso: “Confermata la trasmissione da uomo a uomo”. Oms convoca riunione d’emergenza

A sostenerlo un team di esperti della National Health Commission cinese. Rezza: “Contagio limitato ma al momento non possiamo escludere la possibilità che arrivi pure in Europa o Italia”. Il ministero: “Rimandare viaggi a Wuhan non necessari”

di VALERIA PINI

ALLA fine la notizia tanto attesa è arrivata: il coronavirus cinese che ha già colpito, secondo alcune stime, 1.700 persone, uccidendone tre, si può trasmettere anche da uomo a uomo. Un team di esperti della National Health Commission cinese ha confermato che il nuovo ‘misterioso’ coronavirus, che provoca una malattia simile alla polmonite, si trasmette da persona a persona. Nel sud del Paese si sarebbero dunque verificati due casi di trasmissione uomo-uomo del coronavirus, in particolare nella provincia del Guangdong, ha fatto sapere il capo del panel di studiosi, Zhong Nanshan.

Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha convocato il Comitato di emergenza in merito al nuovo coronavirus (2019-nCoV) diffusosi in Cina. Il comitato si riunirà il 22 gennaio a Ginevra per accertare se il focolaio di casi “rappresenti – afferma l’Oms in una nota – un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla”.

“Trasmissione ancora limitata”

“Sicuramente è un dato che cambia lo scenario e occorre vigilare su chi viene dalle zone colpite. Se presentasse i sintomi della polmonite andrebbe isolato in ospedale. Ma la trasmissione appare ancora limitata, tanto che l’Oms al momento non ha ancora deciso restrizioni – commenta il capo del dipartimento di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, Gianni Rezza – Un conto sono 40 casi, un conto oltre mille è chiaro che a questo punto la trasmissione umana è abbastanza evidente, come peraltro capita con i coronavirus. Ma è un contagio limitato, solo con contatti stretti, non per vie aeree: non è come l’influenza per capirci. Se è così, come credo, la situazione può essere tenuta sotto controllo. I casi trovati fuori da Wuhan, dove c’è il mercato del pesce ritenuto il cuore del focolaio, sono pochi”. Per di più, rispetto al drammatico precedente della Sars, aggiunge Rezza, “i sintomi di queste polmoniti non sembrano gravi. Ma è ancora una fase in cui c’è da capire bene, al momento la trasmissione è bassa”.

Evitare viaggi se non necessari

Il primo focolaio di quest’infezione è stato individuato nella città di Wuhan, ma la patologia, che si presenta con sintomi come febbre e problemi respiratori, è arrivata anche in Corea del Sud, in Thailandia e Giappone. Proprio in Thailandia un turista britannico, Ash Shorley, 32 anni, potrebbe essere il primo occidentale a essere stato infettato. Ora si trova in condizioni critiche in un ospedale di Phuket. Mentre per ora Europa e Italia sembrerebbero ancora sicure. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il rischio di diffusione nei paesi europei è estremamente limitto. Ma il ministero della Salute, nelle locandine del ministero della Salute affisse nell’aeroporto di Roma Fiumicino, invita alla prudenza. E consiglia di “rimandare viaggi a Wuhan non necessari”. E di consultare il medico e vaccinarsi contro l’influenza “almeno due settimane prima del viaggio”.

Una situazione di incertezza che però non preoccupa ancora gli esperti in Italia. Dopo la notizia del contagio da uomo a uomo “nessuno può escludere che il virus arrivi in Europa, e anche in Italia – dice ancora Rezza – ma al momento non ci sono indicazioni particolari dall’Oms. Ci sono le normali misure di sicurezza, c’è ancora da capire bene la portata del fenomeno, vedere come evolve e poi eventualmente adottare misure più restrittive, come fu per l’epidemia di Sars”.

In 16 anni anni 5 virus diventati capaci di colpire uomo

Intanto emerge che sono cinque, in 16 anni, i virus che hanno fatto il ‘salto di specie’, ossia che dagli animali che li ospitavano sono diventati capaci di trasmettersi da uomo a uomo. Di questi tre appartengono alla famiglia dei coronavirus, la stessa cui appartiene il virus 2019-nCoV che ha cominciato a diffondersi dalla città cinese di Whuan. “Tre coronavirus in meno di 20 anni un forte campanello di allarme. Sono fenomeni legati anche a cambiamenti dell’ecosistema: se l’ambiente viene stravolto, il virus si trova di fronte a ospiti nuovi”.

“La Repubblica si batterà semp

Intervista A Rachele Guidi La Donna Curvy Che Ama L’eleganza

Per farti conoscere meglio dai tuoi fan ci racconti in breve alcune tue tappe importanti della tua carriera? Ho iniziato praticamente per caso ad addentrarmi nel mondo pin up, cercavo qualcosa per valorizzare il mio fisico curvy e finalmente l’ho trovato! Questo stile si sposa perfettamente!

Hai il desiderio di una carriera nel mondo dello spettacolo? Se sì, cosa nello specifico? Vorrei farmi conoscere , sia come modella che come persona, e far conoscere meglio il mondo pin up alle persone. È un mondo davvero bellissimo!

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti lavorativi? Faccio parte di un gruppo di meravigliose donne, Pin Up Italy. La sua fondatrice, Heloise, mi ha dato una grande possibilità. Ci sono diversi appuntamenti che mi aspettano nel 2020.. Inizio con Villa Fenaroli a marzo, raduno nazionale Pin Up!

C’è un personaggio dello spettacolo con cui vorresti lavorare? Mi piacerebbe molto lavorare con Elisa D’Ospina, paladina della bellezza curvy.

Quando conta per te la bellezza? Credo che la bellezza sia molto soggettiva, ognuno è bello per quello che è. Ognuno di noiè bello a modo suo.

Se ti dovessi rivolgere a tutti i tuoi fan cosa ti sentiresti di dire? Di accettare il proprio fisico, di cercare di non seguire i prototipi dati dai media. Valorizzare i propri lineamenti.

C’è una foto di te a cui sei particolarmente legata, e perché? La mia prima foto very vintage! Quella scattata alla Tattoo Convention A chiuduno, al telefono..

C’è un forte senso di autocritica per arrivare ad avere un fisico a questi livelli?per i miei fisici credo proprio di no! Basta mantenersi in salute..

Per le donne che vorrebbero intraprendere questa strada cosa consigli? Di buttarsi, di cercare di creare occasioni valide per farsi conoscere per quello che si è, senza scendere a compromessi.Cose cambiato negli ultimi cinque anni nella tua vita? Praticamente tutto! Sono andata prima a convivere con il mio fidanzato poi a settembre 2019 ci siamo finalmente sposati! Direi che è stato un bel cambiamento..

Un regalo che ti piacerebbe ricevere in questo momento? Vorrei avere un figlio. Mi piacerebbe un sacco diventare mamma.

He cose il successo? Alzarsi la mattina ed essere felici per cosa abbiamo e per le cose che facciamo quotidianamente.

Ultima domanda il senso della vita? Il senso della vita è per me l’essere sereni, cercare sempre di aiutare chi ha più bisogno di noi. La gentilezza non passa mai di moda.

Su Instagram la potete trovare come “angelica_preziosi_ “Angelica Preziosi” piace molto agli italiani

Su Instagram la potete trovare come “angelica_preziosi_ Angelica Preziosi mentre per conoscerla meglio basta sbirciare il suo blog a questo indirizzo  per rendersi conto che stiamo parlando di una persona speciale, di altri tempi come lei ama definirsi, ed è proprio lei la protagonista della cover  di questa settimana.  Angelica Preziosi dotata di personalità e di una bellezza semplice e disarmante per certi versi. Fotomodella, attrice, Angelica ama senza ombra di dubbio sperimentare, comprendere nel vero senso della parola, insomma tutto quello che attira la sua attenzione. Folle e pragmatica lascia trasparire in ogni sua parola l’entusiasmo che ha per la vita… ma soprattutto “semplicemente donna” come recita il titolo, ed allora non ci rimane che conoscerla meglio.

 

Fare la modella, sogno di molte ragazze, come si inizia? E come funziona?

Si inizia con una buona agenzia e consiglio di andare a Milano, ti propongono ai casting e se piaci vai avanti. La Elite model look fu la mia prima agenzia di Milano. Dote fondamentale è la costanza soprattutto dopo i primi no.

Cosa ti ha spinto a fare la modella? Era già un tuo sogno da bambina?

In realtà è nato tutto per caso ero curiosa fin da piccola mi hanno trovata e proposto di incominciare questo percorso, che fin da subito è stato molto naturale dove sono maturata piano piano .

Che sensazioni hai provato durante il tuo primo servizio fotografico?

Il mio primo servizio fotografico è stato all’età di 6 anni, erano degli scatti per Federico Ferrantini, fotografo di cinema. Ho un ricordo bellissimo, è stato tutto molto divertente e naturale e rimane un bellissimo ricordo.

 Una domanda frivola, qual’ è il tuo outfit preferito?

Non saprei, non ho un outfit preferito, sicuramente dipende dalla situazione. Jeans e maglietta è un evergreen.

In un mondo sempre più social qual’ è il tuo rapporto con Instagram?

I social network in particolare Instagram sono per me e per tutte le ragazze che fanno il mio mestiere, una vetrina sempre più importante al giorno d’oggi, basti pensare a quanto sia facile rispetto al passato comunicare e farsi conoscere. Io personalmente ho incominciato da poco a interagire con i social e devo ammettere che ho avuto un riscontro positivo lavorativamente  parlando.

Che importanza dai ai social network?

Penso che siano il nuovo linguaggio e quindi comunque importante, ma ci sono le due facce della medaglia, ciò che si vuol far vedere e ciò che realmente è, questo molte volte crea un distacco dalla realtà. Io personalmente non posto foto della mia vita privata, per far trasparire la mia “beautifull life” ma questa è una mia scelta. Mi piace molto una frase che ho letto: social media seriously  harms  your  mental health

C’è un fotografo con cui vorresti lavorare?

Sicuramente Patrick Demarchelier  e  Steven Meisel. Del primo i suoi bianchi e neri e chi non ama la suo foto di Lady D? mentre di Steven Meisel adoro il modo in cui far trasparire questo spirito folle ed underground dai suoi scatti.

Modelle e fotomodelle, quanto conta l’aspetto fisico e quanto invece quello caratteriale per il successo in questo lavoro?

L’aspetto fisico conta sicuramente ma molto anche il carattere perché da personalità. Ciò che differenzia una modella da una top model non è l’aspetto fisico bensì la personalità e la presenza che essa sa mettere in passerella e negli shooting , per questo alcune di loro diventano delle vere e proprie muse per i fotografi e stilisti.

 

Rimanendo nel settore moda quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Al momento la mia carriera sta andando molto bene, nell’immediato futuro vorrei aumentare le mie esperienze all’estero per crescere e valorizzarmi sotto il profilo professionale.

 

 

   

                               

arrestato figlio del regista Genovese. Sconcerto e dolore anche in Umbria

La zona in cui sono morte le due sedicenni
La zona in cui sono morte le due sedicenni

Todi (Perugia), 26 dicembre 2019 – Coinvolge l’Umbria la vicenda delle due sedicenni morte a Roma, investite da un’auto con alla guida Pietro Genovese, 20 anni, figlio del regista Paolo Genovese. Sono scattati, disposti dal gip, gli arresti domiciliari per il ragazzo che in un primo tempo aveva avuto dal pubblico ministero un nullaosta per trascorrere il Natale nella residenza umbra della famiglia. Pietro Genovese è stato comunque raggiunto dalla misura cautelare dei domiciliari mentre era ancora a Roma, con il padre Paolo, nella casa capitolina.

Paolo Genovese, che ha ambientato a Todi il film “Una famiglia perfetta”, proprio qui ha una casa e le sue origini. Da Todi proviene una parte della sua famiglia. Il regista non ha mai rescisso i legami con l’Umbria nonostante abiti a Roma, anzi. Molto spesso, come ha raccontato più volte, trascorre i weekend nella casa di famiglia. La morte delle due sedicenni, Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, avvenuta nella notte tra sabato 21 e domenica 22 dicembre, ha lasciato sotto choc Roma.

La misura cautelare è scattata per il superamento dei limiti di velocità da parte del giovane e per lo stato di ebrezza alcolica che è stato accertato dopo gli esami di rito.

Roma, tragedia a Ponte Milvio: due ragazze di 16 anni investite e uccise da un’auto: l’investitore positivo ad alcol e droga

Si chiamavano Gaia e Camilla. Alla guida della vettura il figlio ventenne del regista Paolo Genovese, che si è fermato a prestare soccorso. E’ indagato per duplice omicidio stradale. Sequestrato il cellulare. La madre di una delle vittime: “Doveva uccidere me”. Il regista nel pomeriggio: “Dolore insopportabile per loro e i genitori”. La testimonianza di un giovane: “Prima frenata, poi sbalzate in aria”

di FLAMINIA SAVELLI

ROMA – Stavano attraversando la strada, quando una macchina le ha travolte e uccise. Sono morte cosi Camilla Romagnoli Gaia Von Freymann, due ragazze di appena 16 anni. Il dramma si è consumato ieri notte poco dopo l’una, in pochissimi secondi a Ponte Milvio, lungo corso Francia, tra via Flaminia Vecchia e la rampa di accesso all’Olimpica. Le ragazze sono morte sul colpo: inutili i soccorsi, i medici del 118 infatti non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Roma, tragedia a Ponte Milvio: due ragazze di 16 anni investite e uccise da un'auto: l'investitore positivo ad alcol e droga

Camilla Romagnoli

Sul caso indagano ora i vigili urbani del gruppo Parioli. Secondo una prima ricostruzione, le giovani stavano attraversando, per raggiungere un gruppo di amici dall’altra parte della strada quando una Renault le ha investite. I periti e i tecnici della polizia Locale dovranno ora stabilire a che velocità stava viaggiando Pietro Genovese, 20 anni, figlio del regista Paolo, alla guida dell’auto, che sarebbe risultato positivo agli esami alcolemici e tossicologici. Lo si apprende da fonti della polizia locale. A quanto riferito solo ulteriori esami, i cui esiti arriveranno nei prossimi giorni, potranno stabilire i parametri ed il livello di sostanze rinvenute.

Roma, tragedia a Ponte Milvio: due ragazze di 16 anni investite e uccise da un'auto: l'investitore positivo ad alcol e droga

L’auto che ha travolto le due ragazze

Il giovane, che si è fermato a prestare soccorso è stato già indagato per duplice omicidio stradale. Sequestrata l’auto e il cellulare. Verranno effettuati accertamenti per stabilire se al momento dell’impatto, il ragazzo stesse utilizzando il telefono. La polizia locale sta ascoltando in queste ore diversi testimoni per cercare di ricostruire con esattezza la dinamica dell’investimento. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di zona. Nel pomeriggio arriva anche una dicharazione del regista Paolo Genovese alle agenzie di stampa: “Il dolore per Gaia e Camilla e per i loro genitori è insopportabile. Siamo una famiglia distrutta è una tragedia immensa che ci porteremo dentro per sempre”.

Roma, tragedia a Ponte Milvio: due ragazze di 16 anni investite e uccise da un'auto: l'investitore positivo ad alcol e droga

Fiori sul luogo dell’impatto

“Avevamo fatto tanti progetti con Camilla. Non è giusto. Non doveva andare così”. A dirlo la mamma di Camilla Romagnoli a chi ha avuto modo di incontrarla dopo l’incidente. Ad andare sul posto nella notte anche il papà e la sorella di Camilla come anche i genitori di Gaia, che era figlia unica. “E’ stato il papà, costretto su una sedia a rotelle per un incidente stradale, a riconoscere la figlia”, racconta un amico di Gaia.

La testimonianza di un ragazzo

“Ho assistito all’incidente. E’ una scena che non dimenticherò mai”. A dirlo un ragazzo che è ritornato sul luogo in cui la scorsa notte sono state investite le due ragazze di 16 anni. “Erano al centro della strada, Gaia si è girata verso Camilla e poi è arrivata quella macchina – ricorda – c’è stata la frenata fortissima e l’impatto che le ha sbalzate; l’auto è andata avanti. Poi sono arrivate altre macchine, penso che almeno tre le abbiano colpite”. Al momento sembrerebbe tuttavia che ci sia il coinvolgimento di un unico veicolo, guidato dal ventenne Pietro Genovese.

“Le ho viste pochi minuti prima dell’incidente. Ci siamo incontrati a ponte Milvio. Erano felici come si sta al primo giorno di vacanza”. A raccontarlo un altro amico delle due ragazze. “Erano con degli altri amici ieri sera – ricorda il ragazzo, con le lacrime agli occhi mentre cammina sotto casa di Gaia – era la mia migliore amica, una ragazza splendida, sorridente e sempre pronta ad aiutare gli altri. Camilla era più timida. Si volevano molto bene”.(

La disperazione dei genitori delle vittime

“Doveva investire me. Non è giusto”,  avrebbe ripetuto tra le lacrime la mamma di una delle ragazze, arrivando sul luogo dell’incidente. A riferire queste parole un testimone che aggiunge: “I genitori erano sconvolti”. Intanto mazzi di fiori sono stati lasciati su corso Francia, nel punto in cui nella notte sono state investite Camilla e Gaia.  Diverse rose, di colore rosa, sono state adagiate sotto il cavalcavia di via Flaminia Vecchia. Già questa notte poco dopo l’incidente, gli amici delle vittime si erano ritrovate sul luogo dell’incidente.
“Gaia e Camilla erano delle mie compagne di classe. Frequentiamo il liceo classico De Santis. Quando stamattina ho saputo mi sono precipitato qui. E’ una tragedia enorme”. A parlare un amico delle due ragazze. “Ieri – ha aggiunto – era la prima serata di vacanza vera. Gaia faceva sport, giocava a pallavolo, erano due bravissime ragazze, erano molto amiche. Ieri tornavano a casa dopo aver passato la serata in giro. Qui a corso Francia corrono tutti e spesso passano col semaforo rosso”.

Roma, sul luogo dell’incidente di Gaia e Camilla. Un compagno di scuola: “Siamo sconvolti”

“Poco dopo la mezzanotte abbiamo sentito un grande frastuono e come me sono usciti anche alcuni clienti dal locale. Pensavamo ad un tamponamento, poi abbiamo visto le due ragazze per terra. La polizia è arrivata dopo pochi minuti, poi è sopraggiunta l’ambulanza ma non c’è stato nulla da fare. Anche un paramedico con lo scooter che passava per caso si è fermato per dare una mano. Sulle dinamiche non possiamo dire nulla, non ho visto. Quella è una strada larga, dritta, dove di notte tutti corrono e che per questo può diventare pericolosa. Bisognerebbe fare qualcosa per obbligare la gente a mantenere una velocità adeguata” racconta Alessio Ottaviano manager del ristorante T-Bone Station a ridosso di corso Francia.

“I corpi delle due ragazze erano distanti qualche metro tra loro e lontani dalle strisce”. A raccontarlo un residente di Corso Francia che stanotte è arrivato sul luogo dell’investimento in cui sono morte le due sedicenni. “Dalle prime informazioni erano dirette verso Collina Fleming – aggiunge – probabilmente volevano scavalcare il guardrail”.

“Profondo dolore per la tragica morte di due ragazze, investite questa notte a Corso Francia. Roma si stringe alle famiglie colpite da questa tragedia. È
inaccettabile morire così. Aspettiamo che si faccia chiarezza ma guidare in modo responsabile è un dovere”. Così su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi

Il dolore dei compagni di scuola

La morte delle due ragazze ha lasciato sgomenta la comunità del liceo classico Gaetano De Sanctis. Su Facebook la preside scrive: “Questa notte Camilla e Gaia del 3 CL della sede di Via Serra sono morte in un assurdo incidente. Si tratta di uno tragico shock per le famiglie e per tutta la comunità del De Sanctis. La preside, il Consiglio di Istituto, i professori, il personale Ata e tutti gli studenti abbracciano, addolorati e attoniti, le famiglie delle due ragazze. Siamo vicini con tutto il nostro affetto anche agli amici e ai compagni di Gaia e Camilla. Non ci sono parole per spiegare quello che stiamo vivendo. Rimangono solo il nostro silenzio e il nostro pianto disperato”.

Giovane morto in via Marco Polo
E c’è un’altra vittima della strada: si tratta di un 24enne che all’alba di questa mattina viaggiava a bordo di un motorino quando in via Marco Polo è stato travolto da una macchina. Il conducente, un uomo di 79 anni, si è fermato e ha chiamato i soccorsi ma per il giovane non c’è stato nulla da fare: arrivato in codice rosso al pronto soccorso del Sant’Eugenio è morto poco dopo. I vigili urbani di zona stanno ora indagando per ricostruire la dinamica dell’incidente: hanno già disposto il sequestro della macchina, una Ford Fusion, e del motorino. L’automobilista, già indagato per omicidio stradale, è stato sottoposto ai test di alcol e droga.

Sono stati 612 i pedoni morti sulle strade italiane nel 2018, circa due al giorno, con un incremento del 2% rispetto al 2017 e del 7,4% rispetto al 2016. E’ il dato dell’Osservatorio Asaps, l’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale secondo cui, lo scorso anno, i feriti sono stati 20.700: 9.465 uomini e 11.235 donne. La categoria più colpita, quella degli ultra 65enni con 364 vittime mentre la città che ha registrato il maggior numero di decessi è risultata Roma con 59, dieci in più rispetto ai 49 del 2017.

Facebook, i dati di 267 milioni di utenti esposti online per 2 settimane

Sono rimasti disponibili sino a giovedì su un sito che ricondurrebbe a un’organizzazione di cybercriminali. Il social: “Crediamo che si tratti di dati molto probabilmente ottenuti prima dei cambiamenti che abbiamo apportato negli ultimi anni per proteggere meglio le informazioni delle persone”

di DANIELE VULPI

SAN FRANCISCO – C’è un database spuntato sul web che inquieta non poco Facebook. Contiene i nomi e i numeri di telefono di più di 267 milioni di utenti del social più popolato al mondo con il suoi 2,2 miliardi di iscritti. ll problema è che questa enorme mole di dati si poteva scaricare liberamente. Come hanno fatto gli stessi tecnici informatici di Facebook da un forum di hacker che – secondo un blog della società Comparitech – porta dritto a un gruppo di cybercriminali. “Stiamo esaminando questo problema, ma crediamo che si tratti di dati molto probabilmente ottenuti prima dei cambiamenti che abbiamo apportato negli ultimi anni per proteggere meglio le informazioni delle persone”, ha detto un portavoce del social all’agenzia France Press.

Dichiarazioni che consentono di tirare solo un mezzo sospiro di sollievo: trattandosi di dati vecchi, molti potrebbero non essere più aggiornati. Ma le rassicurazioni finiscono qui. Resta da capire quanto tempo sono stati disponibili online (sembra non più di due settimane) e, soprattutto, chi li ha scaricati. Tutti dati – prevalentemente di iscritti americani, pare – che potrebbero essere utilizzati per truffe di phishing o altri atti criminali in rete. Secondo quanto riferisce Comparitech, è stato il ricercatore sulla sicurezza Bob Diachenko a individuare il database, un documento che era accessibile sul forum di hacker – senza password o qualsiasi altra forma di autenticazione – e conteneva i nomi degli utenti di Facebook, gli ID utente e i numeri di telefono. Immediatamente questa scoperta è stata segnalata al sito e il database già ieri – giovedì – non era più online. Ma come i criminali sono riusciti ad entrare in possesso di questa enorme mole di dati? Molto probabilmente – suggeriscono i ricercatori – con un’azione (illegale, naturalmente) di web scraping, ovvero estraendo dati da un sito con software ad hoc. Un’altra strada per impadronirsi di questo database potrebbe essere stata quella di un hacking delle API di Facebook.

Non è la prima volta che i dati di milioni di utenti di Facebook vengono divulgati in rete. Lo scorso settembre, un ricercatore della sicurezza ha scoperto un database ancora più grande di questo: 419 milioni di dati collegati agli account di Facebook. Un anno fa, un caso di hacking ha disvelato 29 milioni di utenti, mentre un errore di programmazione ha esposto 540 milioni di dati di Facebook. Non solo: lo stesso social, ha indagato internamente su suoi dipendenti di Facebook che potrebbero aver avuto accesso a 200-600 milioni di password in chiaro degli utenti. Nessuno intenzionalmente, pare dalle conclusioni. Come che sia, siamo dinanzi una striscia dell’orrore se si parla di privacy.

Certo è che la rivelazione di questo “data breach” di Facebook arriva nel momento più complicato del social, proprio mentre si sforza di ricostruire la fiducia dei suoi utenti e rassicurarli sul grado di protezione delle loro informazioni rafforzando le protezioni. Appena all’inizio di questo mese le autorità per la privacy statunitensi mese hanno sancito che la società di consulenza britannica Cambridge Analytica – al centro di un clamoroso scandalo che coinvolge il dirottamento dei dati di Facebook – ha ingannato gli utenti del social network su come ha raccolto e gestito le loro informazioni personali.

La Federal Trade Commission ha concluso la sua indagine – avviata nel marzo 2018 – affermando che l’ormai defunta società di consulenza politica “si è impegnata in pratiche ingannevoli per raccogliere informazioni personali da decine di milioni di utenti di Facebook per la profilazione e il targeting degli elettori”. La FTC ha poi aggiunto che la società britannica, impegnata nella campagna presidenziale di Donald Trump del 2016, ha fatto affermazioni “false e fuorvianti” quando ha offerto agli utenti di Facebook un “quiz sulla personalità” – dichiarando che non avrebbe scaricato nomi o qualsiasi informazione personale identificabile. Il caso aveva creato un vero e proprio sisma sul terreno già poco stabile della protezione dei dati quando è stato reso noto che Cambridge Analytica è stata in grado di creare profili psicologici utilizzando i dati di milioni di utenti di Facebook.

Sul caso ha indagato lo stesso social in blu, scoprendo che alcuni dati di 87 milioni di utenti negli Stati Uniti e in qualche altro paese erano stati compromessi dall’azienda britannica, ribadendo che queste pratiche violavano i termini di servizio del social network. Facebook ha poi dovuto comunque pagare una penale record di 5 miliardi di dollari – per la cattiva gestione dei dati privati degli utenti – all’inizio di quest’anno in ragione di un accordo con l’autorità di regolamentazione.

Fca-Psa: ecco l’accordo per il quarto gruppo al mondo di auto. Elkann alla presidenza, Tavares ceo

Operazione chiusa in 12-15 mesi, la sede sarà in Olanda e la quotazione tripla. Risparmi annui per 3,7 miliardi condividendo le tecnologie “senza chiusure di stabilimenti”. Prima delle nozze, Fca distribuirà un dividendo speciale da 5,5 miliardi ai suoi soci, più altri 1,1 miliardi di cedola ordinaria. Entrano i lavoratori in cda

Invia per email
Stampa

MILANO – Fca-Psa: ecco l’annuncio ufficiale della fusione. Le nozze tra i due gruppi dell’auto, per creare un campione europeo secondo solo alla tedesca Volkswagen e quarto nella classifica mondiale dei produttori (ma terzo se si guarda al fatturato, come rimarcano le società), sarà chiuso nel giro di dodici quindici-mesi.

La nuova sede del gruppo che terrà insieme Fiat e Chrysler, Peugeot e Citroën – solo per citare alcuni dei marchi in portafoglio – sarà in Olanda. Confermata la tripla quotazione: le azioni scambieranno sul circuito Euronext di Parigi, sulla Borsa Italiana di Milano e al New York Stock Exchange, ovvero Wall Street. Così come messo nero su bianco l’impegno a non chiudere stabilimenti, pur ricercando risparmi e sinergie importanti. Positiva (i titoli in diretta: Fca e Psa) la reazione del mercato all’ufficializzazione.

Il nuovo gruppo da 170 miliardi

I dettagli sono arrivati con una comunicazione prima dell’apertura dei mercati, nella giornata di mercoledì, confermando quel che era via via emerso in queste settimane di trattative. Per Fiat Chrysler si tratta del coronamento di un percorso avviato da Sergio Marchionne, che giudicava ineluttabili le fusioni nel mondo automobilistico (sognava la General Motors) per affrontare le sfide della concorrenza e delle nuove tecnologie.

Fin dall’incipit della nota congiunta si fa riferimento alla sfida della “mobilità sostenibile” come primo obiettivo del nuovo gruppo. Sarà una realtà da quasi 9 milioni di veicoli, con ricavi di quasi 170 miliardi di euro, un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi e un margine operativo del 6,6%. “Il nuovo gruppo avrà una presenza geografica molto più bilanciata”, spiegano le società, “con il 46% dei ricavi generati in Europa e il 43% in Nord America”.

Risparmi per 3,7 miliardi “senza chiudere stabilimenti”

Unire le forze significa condividere le piattaforme dei veicoli, generare “sinergie” – come si suol dire nel mondo aziendale – e in sintesi risparmiare. Le società quantificano questi risparmi. Quelli “associati alle tecnologie, ai prodotti e alle piattaforme” rappresenteranno “il 40% circa dei 3,7 miliardi di euro di sinergie annuali a regime, mentre i risparmi relativi agli acquisti – che beneficeranno principalmente delle economie di scala e degli allineamenti al miglior prezzo – rappresenteranno un ulteriore 40% di tali sinergie”, spiegano le società. La parte restante di tagli alle spese verrà da marketing, amministrazione, spese generali.

Generarle comporterà un costo, ma solo per una volta, di 2,8 miliardi. Chiaro il disegno di impiego delle risorse recuperate grazie all’unione delle forze: “Tali sinergie consentiranno al nuovo gruppo di investire fortemente nelle tecnologie e nei servizi che definiranno la mobilità in futuro, contribuendo al raggiungimento degli stringenti requisiti normativi globali sulle emissioni di CO2”.

“Queste stime di sinergie non prevedono alcuna chiusura di stabilimenti in conseguenza dell’operazione”, mette nero su bianco il comunicato rispondendo alle preoccupazioni di molti, dai sindacati alla politica. Concetto ribadito da Mike Minley e Carlos Tavares, guide dei due gruppi: l’ad di Fca ha insistito sul fatto che la grande maggioranza delle sinergie realizzate con le nozze tra i due gruppi “non riguarda il personale”. Da parte sua, Tavares ha insistito su un punto “molto importante”: questa operazione “viene realizzata da due gruppi che sono in ottima forma. Non facciamo una fusione in un contesto di crisi o in una situazione difficile per le due compagnie”, ma perché “sappiamo” che servirà ad essere più forti rispetto alle sfide del futuro.

Nuovo cda a 11 membri, entrano i lavoratori

Al governo del nuovo gruppo ci sarà un consiglio di amministrazione da undici membri, “la maggioranza dei quali indipendenti”. Cinque saranno in quota Fca-Exor (con il presidente John Elkann che prenderà la carica di presidente anche del nuovo gruppo) e cinque in quota francese (con il vice presidente e il “senior non-executive director”). Spiega la nota: “Al perfezionamento dell’operazione il Consiglio includerà due membri in rappresentanza dei lavoratori di Fca e di Groupe Psa”, con una mossa alla tedesca ufficializzata a pochi giorni dal raggiungimento dell’accordo negli Usa con il sindacato Uaw. “Carlos Tavares sarà Chief Executive Officer, oltre che membro del Consiglio di Amministrazione, per un mandato iniziale di cinque anni”, aggiunge la nota blindando di fatto la guida dell’azienda per il prossimo futuro. Lo stesso Tavares, nella conferenza telefonica del pomeriggio, assicura che Manley “resterà nel gruppo con un ruolo esecutivo” e che “l’elettrificazione sarà la vera sfida da affrontare nel mercato europeo”.

Rep

La nuova struttura azionaria, scendono i cinesi

Come da attese, nella sistemazione finale del nuovo gruppo si prevede che il gruppo cinese Dongfeng scenda nel capitale: dal 12,2% attuale, a fine operazione sarà al 4,5% del nuovo gruppo con l’autorizzazione per la famiglia Peugeot di rilevarne una parte. Psa acquisterà poi 30,7 milioni delle azioni in mano a Dongfeng, prima della chiusura dell’operazione, per cancellarle. In questo modo, la quota della famiglia francese e dello Stato sarebbero in linea (sommate attorno al 14%) con quella di Exor nel nuovo gruppo. Un equilibrio che si crea laddove era fallito nel disegno naufragato di matrimonio tra Fca e Renault, risalente soltanto a pochi mesi or sono.

Nella nota si spiega poi che lo statuto non permetterà a nessun azionista di avere “diritto di voto in misura eccedente il 30% dei voti espressi in assemblea. Si prevede inoltre che non ci sarà alcun trasferimento dei diritti di doppio voto esistenti, ma che i nuovi diritti di doppio voto speciale matureranno dopo un periodo di detenzione delle azioni di tre anni dal perfezionamento della fusione”.

Prima del closing, Fca distribuirà ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro mentre Psa retrocederà ai soci la quota del 46% detenuta nella società di componentistica Faurecia. Ma non è la sola remunerazione dei soci prevista: Fca e Psa distribuiranno ciascuna un dividendo ordinario di 1,1 miliardi di euro nel 2020, relativo all’esercizio 2019. Al closing, gli azionisti di Psa riceveranno 1,742 azioni della società risultante dalla fusione per ogni azione Psa detenuta, mentre gli azionisti di Fca avranno una azione della società risultante dalla fusione per ogni azione detenuta in Fca.

Nessuna menzione, nella nota ufficiale, a quelle che per Les Echoes sono delle “spade di Damocle” sul futuro del gruppo, ovvero la causa intentata da Gm a Fca (con l’accusa di aver ‘oliato’ i rapporti coi sindacati, rispedita al mittente come “sconcertante”) e la richiesta del Fisco italiano da 1,4 miliardi.

Rep

Nome ancora da studiare, le parole dei manager

Ancora velo calato sul nome del nuovo gruppo. “E’ un processo che comincia ora e che speriamo di concludere nei prossimi mesi”, ha detto l’ad di Fca, Mike Manley, aggiungendo che non si tratta in alcun caso di una questione “delicata”, ma “soltanto interessante”. Parole a cui ha fatto eco Carlos Tavares. Il nome? “Abbiamo tempo per lavorarci sopra, valutare le opzioni, non c’è fretta. Sarà un lavoro stimolante”.

Rep

Nella nota ufficiale, Tavares ha sottolineato che l’operazione “rappresenta una grande opportunità per raggiungere una posizione ancora più forte nel settore attraverso il nostro impegno a guidare la trasformazione verso un mondo con una mobilità ecologica, sicura e sostenibile e a offrire ai nostri clienti prodotti, tecnologie e servizi d’eccellenza”. Manley ha parlato dell’unione di “marchi incredibili e persone appassionate e competenti”. Ricordando che “entrambe hanno affrontato momenti di estrema difficoltà”, il manager ha rimarcato che “ne sono uscite ancora più agili, intelligenti e formidabili. Le nostre persone hanno un tratto in comune, quello di guardare alle sfide come opportunità da cogliere perché rappresentano la strada per renderci ancora migliori nel fare quello che facciamo”.

“Alcuni eventi sono pietre miliari destinati a entrare nella storia” di Fca, il commento che John Elkann affida invece a una lettera ai dipendenti. “Mi fa molto piacere che Carlos Tavares, che ha fatto un lavoro straordinario in Psa, sia il primo a ricoprire il ruolo di ceo del gruppo risultante dalla fusione. E Manley, che nell’ultimo anno ha guidato Fca con grande energia, impegno e successo, sarà al fianco di Tavares”, aggiunge ribadendo che l’obiettivo è “di essere pionieri nello sviluppo di tecnologie rivoluzionarie, con prodotti innovativi e soluzioni all’avanguardia”.

Gualtieri: “Bene accordo, ricadute positive per la filiera”

Anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri benedice l’accordo, definendolo un “passaggio fondamentale nel consolidamento del mercato dell’auto”. “Questa operazione – sottolinea Gualtieri – pone le basi per accelerare lo sviluppo e il passaggio verso modelli a basse emissioni e minor impatto ambientale, con importanti ricadute positive anche sul nostro Paese. La filiera italiana dell’auto occupa un numero significativo di lavoratori qualificati, rappresenta un’importante leva di integrazione nei mercati internazionali e costituisce un volano di investimenti, di ricerca e di innovazione. Il Governo – prosegue il ministro –  accoglie con favore questa alleanza e continuerà a monitorarne con attenzione l’impatto in termini di sviluppo, investimenti e occupazione. Esprimiamo apprezzamento anche per l’innovazione di governance che riguarda la rappresentanza dei lavoratori nel Consiglio di amministrazione”.

Libia: Di Maio a Bengasi, vede Haftar

Giro di colloqui anche con Sarraj, al centro del confronto il conflitto in corso, la conferenza di Berlino, il memorandum e altri temi centrali

Il ministro degli Esteri Luigi di Maio è in Libia. Di Maio, è a Bengasi dove sta incontrano il generale Khalifa Haftar. Previsto un incontro anche con Sarraj.

La soluzione della crisi in Libia “non può essere militare“, ha detto Di Maio incontrando a Tripoli il vicepresidente del consiglio presidenziale libico, Ahmed Maitig, dopo un colloquio bilaterale con il ministro degli Esteri libico Mohammed Siala.

Al centro dei colloqui il conflitto in corso, la conferenza di Berlino, il memorandum e altri temi centrali. La visita del ministro Di Maio si inserisce in una cornice di massima attenzione che il governo italiano attribuisce al dossier libico.

uterres: sul clima guardiamo a Cop 26

Segretario Onu ‘scioccato’ dalla situazione a Venezia

“A Madrid è stata persa un’ opportunità” ma “se falliamo ora la storia ci ricorderà come quelli che non hanno agito e ne avevano gli strumenti e i nostri nipoti non ci perdoneranno”. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres al Senato. Guterres si è detto “scioccato” dalla situazione a Venezia e “per l’impatto del cambiamento climatico su questa perla”. La prossima Cop 26, organizzata da Regno Unito e Italia, “sarà un momento decisivo, abbiamo piena fiducia nella leadership dell’Italia”.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén