Il Consiglio di Stato riammette il ” baracchino” in mensa a scuola. Nonostante la sentenza della Cassazione che alla vigilia di agosto aveva ridimensionato il diritto delle famiglie a dare ai propri figli il pasto da casa, il Consiglio di Stato continua a dare ragione ai genitori che ricorrono contro gli atti dei presidi che vietano il pasto domestico nei refettori, obbligandoli a tornare a casa o a mangiare in classe. L’ultimo caso riguarda la scuola Tommaseo, nel cuore di Torino. Anche in questo caso il ricorso di nove genitori contro la decisione della dirigente, Lorenza Patriarca, è stato accolto dai giudici di Palazzo Spada a Roma. Un’ordinanza che impone alla scuola di rivedere la propria decisione riconoscendo il diritto al pasto da casa in mensa.

” I giudici hanno dichiarato illegittimo il provvedimento della dirigente scolastica – sottolinea l’avvocato Giorgio Vecchione – condannandola ad assumerne uno nuovo e diverso, rispettoso dei diritti e delle prerogative dei bambini ” . Il Consiglio di Stato ribalta la disposizione del Tar del Piemonte che aveva invece dato ragione alla scuola. ” La Cassazione dice una cosa, il Consiglio di Stato un’altra non si comprende che cosa noi dirigenti dobbiamo fare. Mi sembra una situazione paradossale ” , sottolinea la preside della Tommaseo, Patriarca.
Le famiglie, 33 quelle che vorrebbero dare la schiscetta ai figli, esultano: “È una grossa vittoria che afferma il nostro diritto di scegliere. Peccato aver dovuto ottenerla in tribunale. Speriamo che con questa sentenza scuola e Comune imparino ad essere più aperti verso le esigenze delle famiglie e non si rivolgano solo a interessi lobbistici e corporativi. Ci aspettiamo che il pasto da casa possa essere consumato da subito in tutti i refettori scolastici. La strada per ogni ricorso è spianata”.
La sentenza della Cassazione, alla vigilia di agosto, ha aperto un periodo di scontro tra genitori e scuole al ritorno dei bambini in classe. I presidi, dopo una valutazione delle diverse situazioni, in accordo con il provveditorato e il Comune, hanno deciso di ammettere o il ” doppio canale”, imponendo in molti casi il pagamento delle spese per la pulizia della mensa e per la sorveglianza, oppure hanno deciso di negare la schiscetta, obbligando la famiglia a iscrivere il figlio a mensa o a portarlo a casa in pausa pranzo. ” Scelta illegittima “, hanno sempre sostenuto le famiglie. E sono partiti i ricorsi, in tutta Italia. Quella della Tommaseo per i genitori pro- panino era una battaglia simbolo.

Nonostante l’ordinanza del Consiglio di Stato, la dirigente della Tommaseo non consentirà subito l’accesso dei baracchini in mensa. Lo scontro proseguirà, anche perché per Patriarca ” il Consiglio di Stato accoglie il ricorso, ma chiede a me di rivalutare la situazione. Il mio provvedimento era motivato anche dalla mancanza di spazi nel refettorio della scuola, non è sufficiente ridistribuirli in modo differente, perché mi servirebbe un’area per un tavolo da 25- 30 persone, che non c’è, oppure dovrei trovare altri spazi e lasciare i bambini senza sorveglianza, che non è possibile”. Per ora il divieto rimane. Si vedrà quali soluzioni, con calma, riuscirà a trovare la scuola per rispettare l’ordinanza.